ELSO BIAGI, guida alpina 

Musica sulle Apuane e il suo staff ricordano ELSO BIAGI, alpinista e Presidente Onorario del Club Alpino Italiano Sezione di Massa, nel decimo anniversario dalla sua scomparsa, il 9 marzo 2016.

Ringraziamo Angela Biagi e la sua famiglia, Nicola Cavazzuti, Fabrizio Bertoneri, Erika Carlotti e Andrea Milani per l’aiuto nel reperimento dei materiali e per i racconti a voce e scritti.

Ringraziamo Sauro Quadrelli e Fabio Manfredi per averci raccontato cos’è il CAI di Massa, oggi intitolato ad Elso Biagi, attraverso le parole di Elso e di tanti altri alpinisti che lo hanno accompagnato.

Ringraziamo Elso Biagi, per la sua saggezza. 

Elso Biagi

Elso Biagi, classe 1931, è nato e cresciuto nelle vallate apuane, ai piedi delle pareti più scoscese del versante massese. Ha percorso quei luoghi fin da bambino, non per diletto, ma per svolgere lavori quotidiani.

Questo periodo adolescenziale gli ha consentito di crescere in una simbiosi con l’ambiente montano che gli permetterà in futuro di affrontare le pareti più difficili con una confidenza paragonabile a quella di pochi altri.

Il lavoro lo portò in giovane età a conoscere Nello Conti, guida e custode del bivacco Aronte, e tramite lui Abramo Milea, altro illustre alpinista apuano, promotore di corsi e scuole di roccia.

Conti e Milea fecero appassionare Biagi all’alpinismo, e lo spinsero, nel 1952 – 53 a conseguire la nomina di “portatore” superando l’esame specifico sul massiccio del Monte Rosa. Due anni dopo superò anche quello di “guida alpina” e iniziò quella che più di un’attività fu una vera e propria passione che condivise con molti compagni di cordata.

I più presenti furono i soci della Sezione pisana, in special modo Angelo Nerli col quale compì le più importanti salite. La collaborazione ebbe inizio in occasione della ricostruzione del “Rifugio Pisano” negli anni successivi alla guerra, per opera della sezione di Pisa, nella Valle del Canal Regollo, poco sopra Forno, dove Biagi abita.

Condusse molte comitive sezionali e guidò diverse cordate sulle pareti più importanti delle vette delle Apuane. Teatro di straordinarie salite fu la parete nord del Pizzo d’Uccello, dove Biagi aprì cinque nuove vie e dove fu effettuata la seconda ripetizione di quella via “Oppio – Colnaghi” che tanto clamore suscitò alla sua “prima”. Dal lungo elenco delle sue salite ricordiamo le diverse vie sulla Sud del Monte Contrario. Una prima salita la effettuò, in compagnia di F. Orlando, sulla Sud del Monte Spallone, arrampicando in ambiente severo per pareti tipicamente apuane, soggette a scariche di sassi.

Nel 1953, con Ilda Bertolini, A. Nerli, V. Saperi, U. Campetti e S. Nicochero, sale la parete ovest del Torrione Figàri; nel 1957, con Nerli, Scatena e Tongiorgi scala la parete Est – Sud – Est della Pania Secca, tra il Canal Trimpello e il Gran Pilastro; nel 1967 una via estremamente impegnativa e pericolosa sulla Nord della Penna di Campocatino con G. Panesi e R. Pucci.

Nel 1969 compì, con E. Balloni, R. Pucci e G. Panesi la traversata invernale della catena Apuana toccando le vette del Pizzo d’Uccello, Cresta Garnerone, Monte Grondilice, Monte Contrario, Monte Cavallo, Monte Tambura, Alto di Sella e Monte Altissimo.

Ma l’impresa più difficile e spettacolare fu quella con Angelo Nerli alla grande Parete Sud del Monte Sumbra: la scalata, oltre alle difficoltà alpinistiche, è ricordata per un fatto che resta un po’ avvolto da un velo di leggenda. Si dice che il “fatto strano” (per il quale una tale salita fu tentata e portata a termine in Novembre e con tempo inclemente), fu che i due alpinisti, che già avevano in mente di salire la parete accelerarono i tempi quando circolò la voce che a studiare una possibile conquista fu visto Walter Bonatti. Non si ebbe un riscontro certo, fatto sta che Biagi e Nerli riuscirono nel loro intento superando anche un bivacco sotto una pioggia torrenziale che fece temere il peggio.

Tra le altre, alcune prime vie in Corsica, al Monte Cintone, dove biagi assieme agli amici consueti ha aperto nuove vie. In Turchia, con W. Ceccarelli, E. Balloni e Guidoni, dove tentarono la salita del Monte Ararat, fallita per inconvenienti “non alpinistici”.

Di Biagi si ammirano la saggia prudenza, l’eleganza e la discrezione che hanno caratterizzato la sua attività di guida.

La sua abilità alpinistica, dovuta oltre alle doti tecniche anche alla profonda conoscenza geologica delle conformazioni rocciose, gli ha permesso di affrontare le numerose salite con la competenza e il rispetto necessari a portare a termine salite ancora oggi impegnative, ma che in quei giorni furono ancora più severe e temibili, e tutto con la serenità e la semplicità che lo hanno sempre contraddistinto.

Elso Biagi è oggi Presidente Onorario della Sezione del CAI di Massa, ed è ancora al centro dell’attenzione alpinistica per l’esperienza e la competenza che non indugia a mettere a disposzione di chiunque ne abbia bisogno.

A cura di Andrea Milani e Erika Carlotti

Estratto dall’Appendice n. 1 del volume “Alpinismo e Alpinisti”

U. Scortegagna DUCK EDIZIONI 2003

Foto di copertina di Matteo Dunchi – Foto di Elso Biagi di autore ignoto, che comunque ringraziamo di cuore